“CAZZ DE RRE”: prime candidature al premio.

di Vito Massimano

Credo proprio che andrebbe riservata una menzione d’onore alla magistratura italiana in merito all’ambitissimo premio cazz de rrè.

La cosa si rende necessaria per gli sfidanti traguardi raggiunti nel campo dello stravolgimento delle più elementari regole di civiltà.

Ci sarebbero tantissimi episodi da citare, a partire dalla vicenda di Enzo Tortora, ma ci limiteremo solo a fare una carrellata dei fatti più recenti giusto per far comprendere quanto la produzioni quotidiana sia copiosa oltre che di alta qualità.

Chiedetelo ad Angelo Massaro assolto dalla Corte d’appello di Catanzaro ‘per non aver commesso il fatto’ dopo 21 anni di ingiusta detenzione: una vita rovinata ed una magistratura che, nonostante un referendum, non sarà mai chiamata a rispondere del misfatto.

Chiedetelo allo stupratore di Torino che dopo 20 anni ha potuto farla franca per intervenuta prescrizione mentre  nel frattempo si celebravano, giusto per fare un esempio, 70 processi a Berlusconi.

Chiedetelo alla Lega Nord che si è vista condannare al risarcimento di 10 mila euro per aver usato il termine clandestino riferito a coloro che vengono irregolarmente in Italia (non so più come chiamarli) perché ritenuto dispregiativo.

E, già che ci siete, chiedete a Salvini se per caso sia stato tutelato con la stessa solerzia dai magistrati allorché  la consigliera comunale di Napoli, Eleonora De Majo, lo ha minacciato nemmeno troppo velatamente dicendo “Te la diamo noi una lezione, bastardo. Ti aspettiamo a Napoli l’11 marzo”.

Chiedetelo a Michele Emiliano ed a tutti quei magistrati impegnati in politica per i quali l’organo di autogoverno dei giudici non dice una parola che sia una. Una volta la scusa era che un magistrato eletto alla Presidenza di una Regione (o in Parlamento) esercitava un proprio diritto politico e non partitico. Adesso che il magistrato Michele Emiliano si candida addirittura alla segreteria di un Partito politico come la mettiamo?

Chiedetelo a chi per anni ha santificato Mani Pulite e l’altro giorno ne ha celebrato anche i 25 anni. Domandate a questi eroi di fornirvi i dati relativi al numero di inquisiti  che poi sono risultati effettivamente colpevoli.

La risposta? Ve la fornisce Carlo Giovanardi nel suo libro “Storie di straordinaria ingiustizia” (1997): la stragrande maggioranza di chi è stato sbattuto in galera dal Pool di Mani Pulite è stata rovinata per niente.

Questi sono solo esempi eclatanti ma potete chiedere a Michele Tedesco, Luca De Santis, Giuseppe Casto ed a tutti i cittadini comuni che incappano nella magistratura senza sapere il perché.

Credo che la magistratura possa ottenere quantomeno la nomination.

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