Can che abbaia non morde…

Il contratto di locazione è pronto per essere consegnato al Capo dello Stato ma pare ci sia un ancora una piccola incognita… non allarmatevi non riguarda il nome del primo inquilino di Palazzo Chigi. Su questo si troverà un accordo. Una staffetta che alterni i due aspiranti. Resta da decidere chi sarà il primo ad occuparlo. Di Maio? Salvini teme, e non ha torto, la fregatura di non ricevere il testimone. A quel punto il ritorno a casa del figliol prodigo riceverebbe si, il perdono del centro destra, ma il ritorno avverrebbe a testa bassa e con la coda fra le gambe…

La vera incognita, quella seria, è rappresentata dal canone di locazione. Hanno trovato un punto di equilibrio sui temi cari alle due forze politiche, dalla legittima difesa alle pensioni d’oro, dall’abolizione della Fornero al reddito di cittadinanza e tanto, tanto altro. Un lungo elenco di 40 pagine nelle quali non si fa menzione dei costi. Come dire: la casa è bella ma non so se posso permettermela…

Sergio Mattarella, dopo oltre 70 giorni di trattative, ha già posto l’accento sulla necessità che l’Italia non perda la credibilità conquistata negli ultimi mesi, avanzando proposte che mettano a rischio la tenuta dei conti del tutto incompatibili con i vincoli europei.

Replica il patriota Alessandro di Battista incitando i suoi: “Siete rappresentanti del Popolo italiano e non emissari del capitalismo finanziario” ma Lorenzo Fioramonti, consulente economico di Luigi Di Maio, fa sapere che ” Gli investitori possono essere tranquilli, non c’è nessuna intenzione di prendere delle misure drastiche.    C’è intenzione di lavorare insieme ai partner europei per vedere come migliorare questa Europa”.

Come reagirà il convitato di pietra? Borsa in ribasso e impennata dello spread? Tranquilli, Piazza Affari ha espresso un flebile sussulto e il rendimento dei Btp si è mosso appena. Gli investitori, italiani e internazionali, questo film lo hanno già visto. Era girato ad Atene, ed è finito con Tsipras che a orecchie basse ha fatto esattamente quello che l’ Unione europea e l’odiata Merkel gli chiedevano di fare impoverendo la gran parte della popolazione che già aveva subito un durissimo colpo nei primi anni della crisi finanziaria. Dal 2010 al 2016 la disoccupazione in percentuale della popolazione attiva è passata dal 12,7 al 23,6, la percentuale di persone cadute nella fascia della povertà assoluta è passata dall’11.6 al 22.4, il Pil pro capite si è ridotto da 20.300 euro a poco più di 17.000 euro, i crediti bancari alle famiglie sono diventati inesigibili per il 47 per cento. Una débacle!

Per loro no, non sarà cosi. Non abbasseranno le orecchie. Le hanno già abbassate. Abbaiano in Italia, ma a Bruxelles si dicono convinti che can che abbaia non morde…

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