Bitetti prende le distanze dal Pd ionico ed in particolare dal suo gruppo dirigente.

 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Piero Bitetti Presidente del Consiglio Comunale di Taranto

Alla luce degli ultimi avvenimenti prendo ufficialmente le distanze dal Pd ionico ed in particolare dal suo gruppo dirigente. Ciò non mi impedirà di seguire con attenzione e grande interesse il dibattito pubblico nazionale che vede il Partito Democratico impegnato nella fase precongressuale.

Metto in ordine i fatti per spiegare la mia posizione.

Il 9 dicembre nel corso di una intervista rilevo la necessità di riunire le forze migliori della città per garantire un governo autorevole e affidabile alla città di Taranto. Prima  il progetto, poi la squadra, infine la individuazione del candidato sindaco che dovrà fare sintesi e guidare il capoluogo ionico nei prossimi cinque anni. Propongo dunque un metodo ma il mio partito – ecco il primo stop – mi segnala che i nostri interlocutori devono far parte del centrosinistra, indicando con chiarezza il perimetro politico all’interno del quale cercare le opportune alleanze. Correggo perciò il tiro per senso di responsabilità e di appartenenza. A chi mi chiedeva se avesse fondamento la voce circa una mia eventuale candidatura a sindaco ho sempre risposto alla stessa maniera: progetto, squadra, candidato-sindaco. Per seguire tale percorso non è sempre necessario ricorrere alle primarie, almeno questa è stata ed è la mia opinione. Mi si fa notare che la coalizione di centrosinistra invece le farà, le primarie. E allora, ancora una volta, mi attengo alle indicazioni del mio partito. Con la candidatura avanzata da Sds che ha proposto Brandimarte, il percorso comune subisce però una brusca frenata mentre nel frattempo si fanno con insistenza i nomi di tre rappresentanti del Pd quali possibili candidati alle primarie: quello del sottoscritto, di Lonoce e di Azzaro. Tutti e tre, attenendoci alla linea politica del nostro partito, aspettiamo di chiarire le nostre posizioni in vista di un possibile diretto coinvolgimento.

A questo punto ci viene fatto intendere – e la assemblea di ieri ne è stata la conferma – che la coalizione punta ad un nome esterno capace di convincere e tenere assieme tutta la coalizione. In questo modo il Pd, o meglio il suo gruppo dirigente, certifica che nessuno di noi tre sarebbe stato in grado di misurarsi con la candidatura a sindaco. Siamo insomma in presenza della ennesima giravolta che sa di beffa perché in verità dal mio partito mi sarei aspettato una difesa di ufficio a fronte delle riserve poste da altri partiti e movimenti politici, sempre che questo sia vero e cioè che effettivamente qualcuno abbia posto veti su Bitetti, Lonoce e Azzaro, o se invece ci troviamo davanti ad un ridicolo escamotage per far fuori indegnamente propri compagni di partito.

Nonostante la mia disponibilità a fare un passo indietro a favore degli altri candidati, in particolare di Azzaro visto che Lonoce si era convinto a fare altrettanto, cioè a ritirarsi dalla corsa, il Pd ieri sera ha ribadito la necessità di scegliere al di fuori dello schieramento di centrosinistra il proprio candidato sindaco. Sul nome circolato in questi giorni non ho alcuna preclusione ma, ancora una volta, mi rendo conto che tutto è stato fatto per mortificare personalità politiche che in questi anni hanno maturato esperienza e competenza e che vantano, come a tutti noto, un certo consenso tra la gente.

Una mortificazione politica, quella da me subita, certificata anche dalla gestione del voto alla Provincia di Taranto. Mentre alle prime elezioni di secondo livello si disse che avremmo dovuto collaborare per il bene della Terra Ionica, con ciò dando il via libera alle larghe intese, la seconda volta – e parlo dunque del recente passato – il Pd a due giorni dal voto decide che non avrebbe accettato deleghe. Un controsenso, se lasciamo parlare i fatti: la Provincia di Taranto, infatti, era e resta un ente di secondo livello. In questa competizione elettorale risulto eletto ma, sempre per spirito di responsabilità, decido di rinunciare al ruolo di vicepresidente della Provincia. Della discussione di ieri sera ho già detto. A questo punto mi viene da pensare che qualcuno scambia il senso di appartenenza con altro, l’assunzione di responsabilità con la incapacità a tenere la schiena dritta!

Questo spettacolo indecoroso, lontano anni luce dalla buona politica, mi impone di tutelare la mia dignità di uomo e di politico. Non mi faccio portare a spasso da chi pensa di cavarsela con il tatticismo spicciolo e i giochi di bottega. Valuterò il da farsi nei prossimi giorni. Sono sereno. Prendo atto che il Pd locale sta facendo di tutto per allontanare iscritti e simpatizzanti e risultare indigesto ai cittadini elettori.

Non rendersene conto è un atto di superbia e di arroganza che il partito pagherà a caro prezzo. Perché prima o poi, al di là di finte riunioni e tavoli senza vera discussione, il responso, quello più importante, arriva sempre ed è quello, decisivo, delle urne.

Piero Bitetti

 

FacebookTwitterGoogle+

Lascia un commento