Bankitalia da Casini

“Alcuni casi di gestione bancaria cattiva o criminale, sono stati contrastati per quanto consentito dalla legge e segnalati alla Magistratura, nella sua azione l’Istituto ha agito in continuo contatto col Governo. Di tutto questo vi è ampia evidenza anche pubblica. La Banca d’Italia sottometterà ogni documento rilevante per i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta e il Governatore Ignazio Visco è pronto a essere ascoltato dalla Commissione quando essa vorrà”. Lo riferiscono ambienti della Banca d’Italia secondo cui il Governatore ha parlato sul tema col Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario Pierferdinando Casini.

E’  stato eliminato il passaggio nel quale si affermava che le crisi “avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie” ma la mozione resta. I voti a favore sono stati 213, 97 i contrari, 99 le astensioni. Il testo del Pd impegna il governo ‘ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto’. Il Pd non entra nel merito di una decisione che spetta al governo e al presidente del Consiglio ma non si può sottrarre da un giudizio e la mozione traccia la necessità di segnare una fase nuova.

Il segretario dei democratici non perde l’occasione per smarcarsi dal passato: nelle vicende delle banche tante responsabilità che hanno avuto anche i vertici di Banca d’Italia sono argomenti che devono essere valutati. Il Pd non è certo responsabile della crisi delle banche, spero che anche altri possano dire altrettanto”.

La relazione tra Bankitalia e la politica è stato da sempre un  rapporto ondivago. Via nazionale nei momenti di crisi della politica ha fornito i “cavalli di razza”. Luigi Einaudi, Guido Carli, Ciampi che sale a Palazzo Chigi dopo tangentopoli, e che prima aveva dovuto riportare il sereno a Palazzo Koch per l’attacco politico-giudiziario al governatore Paolo Baffi sulla scia della vicenda Ambrosiano-Calvi. Dopo di lui alla Banca d’Italia andrà Antonio Fazio e Dini diventerà prima ministro del Tesoro poi presidente del Consiglio, “traghettatore” tra il governo Berlusconi e la prima legislatura di centro-sinistra durante la quale ricopre diversi incarichi di governo. Fabrizio Saccomanni, fu responsabile del Tesoro nel governo di Enrico Letta dopo la lunga impasse seguita alle elezioni del 2013. E fu lui a cadere sotto i veti incrociati della politica che lo videro sconfitto a favore di Ignazio Visco che oggi vede traballare quella che sembrava una inevitabile riconferma a causa della politica che lo chiama in causa per il comportamento tenuto durante le crisi bancarie degli ultimi anni, dal crollo di Mps alla risoluzione dei quattro istituti ‘minori’ alla crisi delle ‘venete’ che saranno all’esame della commissione d’inchiesta parlamentare sulle banche presieduta dall’inossidabile Pier.

E’ la rivincita della politica su la “supplenza” di Bankitalia nei momenti di crisi istituzionale.  Avvenne anche con il governatore Fazio a difesa dell’italianità delle banche contro i tentativi di scalate straniere.

Lo scontro durò mesi vedendo prima il governatore resistere contro il ministro Tremonti e poi cedere alla magistratura che rese pubblico il ‘bacio in fronte’ con cui Gianpiero Fiorani ringraziava il governatore per l’ok alla scalata su Antonveneta.

Fazio si dimise il 19 dicembre del 2005. Il suo passo indietro era stato chiesto da tutti in Italia e all’estero con un inedito  imbarazzo durante l’Ecofin di Manchester (disertato dal Governatore) e il Fmi, dove il ministro dell’Economia aveva ritirato le deleghe a Fazio per rappresentare l’Italia.

Tremonti aveva sulla sua scrivania di ministro una scatola di pelati Cirio a ricordare i limiti della vigilanza e delle autorità di controllo…

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