Aspettando Fedriga…

Esattamente 16 giorni di attesa. Le prove generali si sono svolte in occasione delle commissioni speciali di Camera e Senato. La maggioranza c’è! Sia Di Maio che Salvini intendono aspettare la notte di  domenica 29 aprile quando Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega nord alla Camera dei Deputati nella scorsa legislatura ed oggi candidato  alla presidenza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per la coalizione di centro-destra che i sondaggi danno come sicuro vincente.

Poi lunedì si ufficializzerà la maggioranza del nuovo governo: 347 su 630 alla Camera, 167 su 316 al Senato. I numeri potrebbero variare in eccesso. Qualcuno sceglierà di salire sul carro del “cambiamento”. Le forme di collaborazione sono variegate ma…tutte ispirate al senso di responsabilità.

Ieri, salendo al Quirinale, i premiati del 4 marzo  hanno chiesto tempo a Mattarella. Per mollare gli ormeggi e prendere il largo hanno bisogno di scaricare la zavorra…

Ma il vecchio leone ha voluto sferrare l’ultima zampata. In vero più che un leone sembrava Antonio Caponi della carta, calamaio e penna… la gestualità delle dita che indicano i punti del programma, il labiale delle parole pronunciate da Salvini e da lui dettate. Il “clou della commedia” quando indica l’uscita di scena a Salvini e Meloni per prendere il microfono: “Mi raccomando fate i bravi e sappiate distinguere i veri democratici da chi non conosce l’abc della democrazia…”, la raccomandazione più che rivolta ai giornalisti della sala stampa, sembra rivolta a quanti fra i suoi scalpitano per salire sul carro del nuovo leader Salvini.

Romperà Salvini la coalizione che gli consente di aspirare a Palazzo Chigi? Si, se Di Maio glielo consente ugualmente. Il punto di caduta sarà proprio questo: se molli Berlusconi ti garantiamo noi.

I vincitori chiedono tempo quindi, ma “er tempo non c’è” direbbe il conduttore di Radio 2 Social Club. Venti di guerra incombono e non solo quelli del centro destra. La crisi siriana ha finito per accelerare ulteriormente la situazione, serve un governo nella pienezza dei poteri per dialogare con le forze alleate. Ma quali siano le forze alleate di questa maggioranza è tutto da scoprire… La solitudine di Mattarella è palpabile quanto il teatrino del cambiamento. Il Presidente in mattinata incontrerà l’Eterno che queste situazioni le ha già affrontate. E gli italiani ricordano come andò a finire nel 2011 in Libia con Gheddafi, salvo poi a scaricare su Berlusconi la responsabilità di un decisione avventata. E lui, l’Eterno,  sta sempre in mezzo e ne esce sempre indenne…

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