Andatevela a pijà in der culo!

di Mario Guadagnolo.

In questi giorni a sinistra del PD ci si dà un gran da fare.  AAA cercasi leader della sinistra che più sinistra non si può che riesca a federarla. Ovviamente Bersani, D’Alema, Speranza, Fratoianni e compagni hanno organizzato come prima cosa la cinquecentesima assemblea nazionale della sinistra per “costruire un nuovo soggetto politico”. Ci hanno provato con Ingroia nel 2013 e sono andati alle crociate sicuri di vincere e sbaragliare la sinistra serva dei padroni. Sembrava la volta buona perché intorno ad Ingroia e al “nuovo soggetto politico”  “Rivoluzione civile” c’erano tutti: dal Partito della Rifondazione Comunista, al Partito dei Comunisti Italiani, Federazione dei Verdi, Italia dei Valori, Movimento Arancione di Luigi de Magistris, Cambiare si può, Agende Rosse di Borsellino e il Popolo Viola.

E’ andata buca perché tutti insieme non sono andati oltre il 2,2%. Dopo quel flop ci hanno riprovato ma il progetto è abortito prima di essere concepito. Si sono  rivolti al sindacato prima con Cofferati, poi con Landini. Niente da fare. Più di recente hanno inseguito Pisapia ma l’ex sindaco di Milano vista la mala parata e come sono andati gli esperimenti si è sfilato ed ha detto “Non è per me, avanti un altro”.  Ci stanno riprovando con Pietro Grasso il Presidente del Senato che in maniera sdegnata e decisa ha restituito la tessera del PD (che probabilmente non ha mai avuto) ed ha detto che questo PD non gli piace e che Renzi non è di sinistra ed è la rovina del PD. Ha sbattuto la porta e se n’è andato. Quello che non convince di Grasso è che ha sbattuto la porta del PD ma quella della presidenza del Senato no infatti della seconda ha tenuto ben serrate nelle mani le chiavi. Adesso spunta un altro nome, il nome della Presidente della Camera Laura Boldrini perché gode di grande prestigio e soprattutto di un grandissimo consenso sui social media. Una cosa che mi incuriosisce di tutta questa ricerca spasmodica di un leader è il fatto che con tanti leaders a disposizione che ci sono nel campo di quella sinistra (Bersani, D’Alema, Speranza, D’Attorre, Civati, Vendola, Rossi, Fratoianni ) l’MPD per forza ad un presidente di qualche cosa si deve rivolgere? Mah! Uno come me che milita nella sinistra ha accolto la notizia con favore speranzoso che finalmente la sinistra possa guarire dalla maledizione che la perseguita da quando è nata e che la frattura nata a Livorno nel ’21 possa finalmente essere sanata. Ma questo non solo per motivi storici ed ideologici (chi scrive è stato allievo di Riccardo Lombardi che dell’unità della sinistra nel PSI era l’alfiere) ma per motivi oggettivi. Dopo le elezioni in Sicilia è evidente a tutti che la sinistra se non riesce ad essere unita non ha alcuna chance di rimanere al governo. Infatti è probabile che la destra riuscirà a fare quello che la sinistra non ha saputo fare finora cioè rimanere unita e andrà al governo con Berlusconi, Salvini e Meloni. I sondaggi la danno al 36,6% e al 40% mancano appena 4 punti. Insieme alla gioia per la milionesima iniziativa tesa a “costruire un nuovo soggetto politico” mi sono chiesto ma perché questa legittima quanto agognata unità della sinistra finora non ha mai funzionato e ancora una volta è destinata per la milionesima volta a non funzionare? Perché non si può andare in Paradiso a dispetto dei santi e per dirla in termini più banali e usando una metafora popolare perché non si può volere fare un matrimonio chiedendo alla sposa di togliersi di mezzo perché è una…zoccola. Mi spiego meglio. Bersani, Speranza, D’Attorre Rossi ed Emiliano fino a quando il Presidente della Puglia è stato della partita e prima che lasciasse i suoi compagni mmienz a via nova, dicono di voler dialogare col PD a condizione che Renzi si tolga  dalle palle. Ora ditemi voi se è possibile dire ad un segretario di partito non nominato da una diecina di pretoriani ma eletto da quasi due milioni di cittadini “Senti noi vogliamo fare l’unità della sinistra con il PD ma non con questo PD guidato da te, ma con un PD che muti la sua pelle, mandi a casa te che fai schifo, cancelli tutte le leggi che tu hai fatto quando eri al governo perché fanno schifo come te e metta alla guida del partito uno di noi. O si fa così come diciamo noi oppure ognuno va per sè e perderete le elezioni”. Un ricatto bell’e buono. Se poi pensate che questa proposta e questo ricatto vengono fatti da persone che hanno fatto una scissione al grido “morte a Renzi” e che nel migliore dei casi i sondaggi li danno tutti insieme si e no al 6,1% per cui Bersani, Speranza e compagni con la nuova legge elettorale corrono il rischio di non entrare in Parlamento la cosa appare addirittura ridicola. Questa infatti è una sinistra che fa ridere perché è una sinistra rumorosa che riempie le piazze ma mantiene vuote le urne. Renzi con la direzione di oggi e con il consenso unanime di tutta la direzione ha risposto che è disponibile a perseguire la strada dell’unità ma senza condizioni o abiure improponibili di leggi già approvate o di messa in discussione di leadership. D’altro il segretario di un partito del 25% mica poteva rispondere “Avete ragione, sono una chiavica, ho sbagliato tutto, voi siete più bravi di me per cui procederò subito a cancellare le riforme che ho approvato col mio governo tolgo il disturbo. Prego accomodatevi”. Renzi è stato molto diplomatico e cortese. Io al posto di Renzi, come farebbe qualsiasi persona di buon senso, avrei risposto in maniera forse un po’ più ruvida “Cari compagni ma andatevela a pijà in der culo!” La forma è diversa ma immagino che nelle intenzioni di Renzi la sostanza sia la stessa.

Mario GUADAGNOLO

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