ABBIAMO VINTO!!!

Quanto si va lentamente delineando è una ulteriore, prevedibile, sconfitta della città. Il “sistema Taranto” ha vinto, una vittoria ottenuta grazie alla scientifica parcellizzazione dei voti, alla violenza ed alla presunzione che hanno caratterizzato la squallida campagna elettorale.

Brilla su tutti la pervicace ottusità del Movimento 5 Stelle che aveva delle ottime possibilità di riuscita e che non solo non le ha sapute sfruttare a proprio vantaggio, ma ha affossato sé stesso e deluso l’elettorato con un comportamento degno della peggiore DC. La presunzione di essere tenutari della protesta cittadina, abbinata alla miopia fondamentalista del Liberi e Pensanti, ha spaccato il Movimento decretandone la sconfitta. Era prevedibile? Ma certamente si, non ci sono dubbi, nonostante la benedizione di Grillo! A monte di questo molto deludente risultato, c’è un inserimento ed una mancata gestione dello stesso, un ritirarsi sull’Aventino, senza contrastare l’idea granitica e isolazionista dei ragazzi italsiderini delusi dai sindacati: è stato un innesto riuscito male. Le due opposte fazioni si sono scontrate senza esclusione di colpi, in maniera becera e violenta, disinteressandosi dell’elettorato e delle numerose sollecitazioni all’unità ed alla sintesi, non c’è stata dialettica politica, non ha vinto l’idea di un programma migliore e condiviso, non ha vinto un candidato riconosciuto dalla maggioranza degli elettori, ha vinto la scarna aritmetica di alcune decina di voti che non ha tenuto conto del segnale di netta divisione al 50% del movimento cittadino e provinciale.

Il risultato, è frutto di inesperienza e di disorganizzazione, i volponi della politica ne hanno approfittato con le loro strutture e lo dimostra il ritorno degli zombie di Forza Italia e PD. Persino Cito, criticato, bistrattato, demonizzato, ridicolizzato, ha superato i 5 Stelle, la sua striminzita campagna elettorale, il suo programma “familiare” sono stati preferiti a loro ed al libro dei sogni di 85 pagine. Da parte degli analisti politici di condominio, c’è la corsa a demonizzare chi non ha votato o chi ha annullato la propria scheda: “sono ignoranti, menefreghisti, meritano di morire e non hanno diritto di parola tantomeno di critica”, ma è questa la verità? Il partito di chi non ha espresso un voto, ma solo il proprio disgusto, è un partito di ignavi pagnottisti o è una pletora di persone che non si sente rappresentata da vecchi tromboni travestiti o da giovani stalinisti? E’ un partito che si disinteressa alla propria città e rimane a guardare o sono persone che soffrono come e più degli altri ai quali, come unica forma di protesta tangibile, è rimasto il non voto?

Come sempre, si persevererà nell’errore di considerare gli astenuti come frattaglie da gettare via, saranno premiati i sostenitori della Teoria del Suino, del quale non si butta via mai niente, saranno premiati i veri affossatori della città, i figli (illegittimi) di quelli che hanno permesso i 10 decreti legge salva Ilva, del ridimensionamento della spesa sanitaria in Italia ed a Taranto, del “se non vinco il referendum, vado a casa per coerenza politica” o che vedono i migranti come una risorsa per l’Italia. Credere di contare qualcosa votando il “meno peggio”, di aiutare la città tappandosi il naso e gli occhi e votare lo stesso perché “votare è un diritto/dovere del cittadino”, di sperare che quei programmi così belli ed opulenti, così scritti bene, così sorridenti come i candidati sul manifesti, ritengo che sia ormai qualcosa da accantonare in soffitta. Il voto venduto/comprato, estorto, o elargito all’amico perché è una “brava persona” o perché convogliato sull’unica possibilità percorribile è farlocco come i proponenti, non paga in termini politici e di buona amministrazione, la riprova la avremo al ballottaggio quando la percentuale del partito dei non votanti salirà ancora di più.

La soluzione a tutto questo c’è, certo adesso bisognerà aspettare che passi questo quinquennio FI/PD e, se non mantiene le numerosissime promesse, sperare che cada prima, ma la Taranto sana, quella che realmente crede in una rivincita della città e che non vuole violentarla ancora, deve accantonare gli individualismi ambientalisti ed i fondamentalismi politici ormai datati e convergere sull’unica forza che si propone (ad oggi solo a parole) di dare una svolta positiva e risolvere i mali della povera Taranto. Il Movimento 5 Stelle deve operare una catarsi al suo interno, eliminare i furbi e gli ottusi, imparare a fare politica con i piedi per terra e, cosa importante, trarre insegnamento da questa cocente sconfitta; l’uno vale uno è valido quando si vota, presumere la stessa cosa nell’individuare un leader che sia carismatico, è votarsi… all’estinzione.

                                                                                                                       Homer

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