DONNE

Oggi, nella giornata dedicata al ripudio della violenza sulle donne, credo che qualche riflessione andrebbe fatta.

La violenza sulle donne esercitata dai maschi (mariti, conviventi, fidanzati, amanti ecc.) in questi ultimi anni non è affatto aumentata, anzi è in diminuzione rispetto a qualche decennio fa, e lo testimoniano anche i dati forniti dalle Forze dell’Ordine. Quella che è cambiata è la percezione che si ha di queste violenze, a livello di opinione pubblica. Oggi, molto più di ieri, i mezzi di comunicazione di ogni tipo dànno molto più risalto alle notizie di simili fatti, a cui si aggiunge la diffusione e la potenza dei cosiddetti social (Facebook, Twitter ecc.) che immediatamente amplificano e diffondono ulteriormente queste notizie, insieme allo sdegno e all’angoscia che esse provocano. Un tempo, sia per la mancanza di questi mezzi di diffusione, sia per una diversa coscienza e consapevolezza nelle persone (e anche nella Magistratura), sia per un differente assetto sociale che vedeva la donna in uno stato di soggezione, anche economica, rispetto all’uomo, a queste notizie si dava assai minor risalto e minore diffusione. Questi episodi spesso erano considerati come situazioni familiari in cui era meglio non intromettersi, drammi della gelosia da compatire e basta. Ma la violenza è sempre esistita, anche più di oggi. Semmai oggi si può riflettere su una maggiore crudeltà ed efferatezza dei fatti violenti, ma questo rientra in quel generale imbarbarimento della nostra società, avvertito da tutti, in tutti i campi del vivere quotidiano (anche nel campo della politica): sopraffazione, ineducazione, violenza verbale e fisica, mancanza di rispetto verso il prossimo e il diverso, egoismo sfrenato, mancanza totale di regole e valori. E’ sulle cause di questo degrado che ci si dovrebbe interrogare, non solo sulla violenza contro le donne. Che poi, a ben pensare, le donne sono la metà del mondo, quindi la metà di tutti noi e di ciascuno di noi. Senza di loro non ci sarebbe la vita, non ci sarebbe l’amore, non ci sarebbe la gioia. E avrebbe senso allora vivere? Quindi mi sa che ci conviene rispettare le donne, tutte.

Odisseo

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