il riflusso esomatteo

Prendo spunto dall’aricolo di alfredo Venturini sulla pessima figura che ha rimediato Michele Emiliano durante la presentazione della sua mozione congressuale. Come era da aspettarsi il Presidentissimo si è prodotto nella sua quotidiana reprimenda contro Renzi citando tutte le malefatte del suo governo. Ovviamente si è soffermato anche sulla riforma denominata della buona scuola. Ora quella è una delle riforme più importanti che ha fatto il governo Renzi poiché ha affrontato il tema strutturale del sistema scolastico e insieme ha risolto il problema della precarizzazione degli insegnanti. Quella riforma ha portato gli insegnanti in piazza per due motivi il tema del preside manager e quello della mobilità degli insegnanti. Il primo tema attiene al nuovo modo di concepire la scuola il secondo attiene al personale e alla sua precarietà. Sul primo tema, quello del preside manager, la riforma della buona scuola parte da una diversa e moderna concezione della scuola sul modello di quella americana. Se la scuola deve essere al passo con i tempi e con l’evoluzione della società e corrispondere alle esigenze di questa, se non deve formare studenti che poi sul mercato del lavoro non possono spendere le conoscenze acquisite, se si vuole una scuola che formi studenti capaci di inserirsi direttamente nel mondo del lavoro allora la scuola non devce essere più guidata da presidi burocrati ma da presi manager cioè da persone capaci di guidare un’azienda al passo con i tempi capace di connettersi con le conoscenze e con il mercato del lavoro. E se per fare questo un preside ha la possibilità di portare ad insegnare nella sua scuola il meglio degli insegnanti che sono sulla piazza questo egli deve poterlo fare. Questa filosofia della nuova scuola è stato il punto su cui si sono scatenati tutti coloro che hanno della scuola una visione ancora novecentesca e burocratica. L’altro tema su cui si è aizzata la piazza è stato quello della collocazione degli insegnanti. Bene il sistema di reclutamento degli insegnanti prima della riforma era aberrante. C’erano le graduatorie e c’erano i concorsi. Sui posti messi a concorso che non riuscivano ad essere coperti venivano nominati come supplenti annuali degli insegnanti presi dalle graduatorie. Lo status giuridico di questi insegnanti era di supplente quindi di precario poiché la nomina era annuale. La riforma della buona scuola ha sanato una piaga orribile quella del precariato nella scuola contro cui si sono sempre battuti insegnanti e sindacati poiché ha trasformato quegli incarichi da supplenti con nomina anuale a nomine di ruolo a tempo indeterminato. Non è chi non veda l’importanza di questo provvedimento che è un’autentica rivoluzione. Ovviamente le nomine che avvengono su base provinciale e regionale nel momento in cui le cattedre della provincia e della regione non bastano a soddisfare il numero degli insegnanti è del tutto ovvio che questi insegnanti se vogliono ricoprire una cattedra con nomina a tempo indeterminato devono trasferirsi nelle regioni dove c’è la disponibilità delle cattedre e se questre sono al nord se si vuole ricoprire una cattedra di ruolo occorre trasferirsi al nord. Questo problema del trasferimento al nord su una platea di decine di migliaia di insegnanti è limitato a qualche migliaio di insegnanti al sud. Bene i demagoghi a tanto al chilo come i grillini, la sinistra interna al PD e la destra per ragioni che con la scuola non hanno nulla a che vedere hanno cavalcato la tigre di quei pochi che hanno dovuto trasferirsi al nord perché al nord c’era la disponibilità deelle cattedre e li hanno portati in piazza D’Altro canto uno che lavora in maniera precaria con i tempi che corrono per un posto di lavoro di ruolo e a tempo indeterminato un sacrificio temporaneo può anche farlo. Personalmente ho insegnato due anni a Brescia cioè a 1200 chilometri da Taranto per poter avere a suo tempo un incarico di ruolo pec hè a Brescia c’era la disponibilità della cattedra. Tra questi demagoghi e arruffapopolo c’è anche Emiliano. Ovviamente questi demagoghi da strapazzo non hanno calcolato i possibili incidenti di percorso come quello accaduto al nostro presidente nel corso dell’assemblea per la presentazione della sua mozione congreassuale. Quando con la sua ennesima reprimenda contro Renzi ha attaccato la sua riforma della buona scuola ed ha tirato fuori la geremiade d’obbligo sugli insegnanti emigranti sostenendo che “la nostra è una mozione che ha dentro di se il mezzogiorno… rappresenta questa tristezza, questa rabbia che abbiamo dentro e credo che se ne stanno accorgendo gli insegnanti che stanno andando a lavorare al nord e si accorgono…” dal pubblico lo hanno contestato “Presidente non è partito nessuno!!! Non ho capito replica Emiliano imbarazzato. Non è partito nessuno! Gli ripetono decisi dal pubblico. Emiliano: Scusate, perdonate, allora, penso che qualcuno sia partito li ho incontrati io… “Ma che dici?” gli rispondono dalla sala. Emiliano: Perdonatemi stavo parlando del nord. Il pubblico: siamo stanchi di queste chiacchiere Emiliano: Mettiamola così quelli che sono andati in vacanza al nord. A questo novello cantore de “che ce no costa e lacrime st’Ammerica” stavolta gli è andata male poiché in sala c’era qualcuno che lo ha rimbeccato informandolo che dalla Puglia non è partito nessuno. Ha ragione Venturini. Ai presenti è parso in quel momento che sul podio a parlare non ci fosse Emiliano ma Crozza solo che l’originale fa ridire più di Crozza.

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