Illusioni e illusionisti

Ho assistito con attenzione e rispetto all’assemblea cittadina del Pd.

Molti errori si commettono per ingenuità o arroganza. In ogni caso non rappresentano un attenuante soprattutto quando rasentano il ridicolo. Nell’assemblea in cui si vorrebbe decidere di candidare un rappresentante della stampa a primo cittadino, s’invita la stampa, per’altro invitata, ad accomodarsi fuori. Un bell’inizio. Sarebbe interessante chiedere proprio a Walter Baldacconi cosa ne pensa…

Ho assistito ad un tentativo di suicidio. Nessuno di voi è idoneo. Non siete graditi ai nostri alleati. A coloro che hanno accettato di sedersi al tavolo nessuno di voi va bene.  Per questo abbiamo deciso di ricorrere ad un esterno. Poco importa se stiamo certificando il “vostro” fallimento. Perché il Pd attraverso questa scelta potrà farsi un nuovo lifting che prescinde da voi…

Ho letto negli occhi dei consiglieri uscenti un sentimento di rabbia, delusione, amarezza. Alcuni increduli. Altri ignari o consenzienti. Altri ancora hanno inteso ribellarsi e con loro una parte significativa dell’Assemblea.

Ludovico ha cercato responsabilmente e razionalmente di fermare il suicidio proponendo un metodo. La scelta deve essere condivisa altrimenti, piuttosto che aggregare, parte dividendo.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Chiudiamoci in una stanza per tutta la notte  finchè non vi convincete che dovete suicidarvi! E’ stata  la risposta.  Possibile anche che qualcuno decida di tagliarsi i coglioni, ammesso che li trovi… ma non credo che cambi molto.  Si attribuisce ad altri, non meglio identificati, la indisponibilità a compiere una scelta attraverso lo strumento delle primarie che oltre a rappresentare il metodo distintivo del Pd e del laboratorio Puglia, potrebbero, senza dubbio alcuno rappresentare un momento di mobilitazione e coinvolgimento popolare. “Il pertugio all’interno dei partiti attraverso il quale intravedere le traiettorie  delle loro trasformazioni future”(cit.:Candidate and leader selection- Ricerca sulle primarie 2015)

La semplicità, linearità, comprensibilità della politica non saranno l’antidoto al qualunquismo populista ma rappresentano tuttavia una buona partenza, se non ci fosse chi si ostina a rimanere prigioniero della propria furbizia. Non è più tempo di giochi di prestigio. Il prestigio quello che produce consenso si misura fra la gente…

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