Il socialismo o e’ internazionale, o semplicemente non e’ socialismo.

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(di Mirko Venturini)

…quando ero più piccolo avevo in camera una vecchia enciclopedia dell’internazionale socialista che custodivo insieme ad una serie di volumi sulla storia di Guevara. Avevo ereditato lo studio di papà che era diventata la mia camera, e papà, avrei scoperto solo in seguito, aveva ereditato quei libri dal fratello. Avevo poco più di dieci anni, ma studiavo quei volumi con vivo interesse. Ero ateo, fortemente anticlericale, e probabilmente cercavo in quelle pagine una ragione a conferma di ciò che la mia coscienza aveva già capito da tempo. Quando sei più piccolo sei portato a pensare che perché qualcosa sia vera, basta che sia scritta. Come molti adolescenti avevo il mito del Che, solo che con uno come mio padre non potevi permetterti di tirare in ballo troppi luoghi comuni, sapevo che se volevo essere accettato da lui come un uomo pensante piuttosto che come il figlio, e ne avevo un disperato bisogno, dovevo mettermi in condizioni di conoscere gli argomenti di cui parlavo senza fermarmi al sentito dire o al luogo comune. Dai libri sul Che scoprii il volto di uomo normale, un borghese qualunque, che aveva rinunciato agli studi per incamminarsi nel viaggio senza ritorno dell’affermazione di una reale giustizia sociale. Guevara era un terzomondista, un rivoluzionario, era un convinto sostenitore della “globalizzazione” del socialismo. Visse nella convinzione della possibilità di affermare un’idea alternativa di giustizia, basata sulla solidarietà sociale, sull’eguaglianza. Commise molti errori, a volte indossò gli abiti del padrone senza nemmeno rendersene conto, ma per affermare queste idee viaggiò molto, abbandonò gli incarichi istituzionali per portare queste idee in Africa, in quel Congo che era stato bacino privilegiato dello schiavismo, e ovunque ce ne fosse bisogno. Proprio dai suoi viaggi Guevara comprese quanto la rivoluzione materiale richiedesse una preventiva affermazione di una rivoluzione culturale, all’interno di un sistema di valori troppo differente da quello a cui lui era abituato a Cuba. Per farti capire dove voglio portarti devo assicurarmi prima che tu abbia capito da dove vieni, e quella gente non sapeva nemmeno chi fosse. Il compito si rivelò molto più arduo di quanto preventivato, e Guevara decise di morire provandoci, invece che vivere nella falsità dell’affermazione del successo. Dai libri sull’internazionale, invece, imparai che i primi assassini di coloro che perseguivano gli stessi scopi di Guevara furono proprio i suoi compagni comunisti. Scoprii Lenin, la sua storia, i suoi rapporti con la borghesia europea, l’evoluzione della sua posizione all’interno del sistema di potere riformato russo, i sogni infranti di coloro che si erano ribellati allo zar per poi trovarsi a soccombere all’autorità di un potere più forte, più organizzato. E poi la rivolta di Kronštadt, le epurazioni, i campi di concentramento siberiani, le persecuzioni ai danni degli anarchici… Scoprii che c’erano altri, come me, che, che rifiutavano la logica coercitiva del lavoro, fosse anche solidale e sociale come quello che in Russia si voleva affermare. Per un convinto individualista come me è inconcepibile l’atrocità di un potere rivoluzionario che pretenda dal popolo il pagamento di un dazio per l’affermazione delle sue idee. Agli occhi del contadino il padrone resta sempre il padrone, e le ore di fatica restano sempre ore di fatica, anche se adesso il padrone vuole che lui lo chiami compagno: è sempre un altro a dare gli ordini, e sono sempre io che devo eseguirli. Oltre il Volga ci sarà anche l’Avvenire, ma sulla mia sponda ci sono i miei figli che non hanno da mangiare, la gente che fa file interminabili per un tozzo di pane, e l’inverno che incute timore con il suo alito mortale. Ed è inconcepibile la pretesa di chi costringe il suo paese all’isolazionismo, come, aimé, accade ancora oggi. Il problema è che non esiste la possibilità di un socialismo locale. Il socialismo o è internazionale, o semplicemente non è socialismo. Confido che un giorno l’umanità farà tesoro del passato per riuscire finalmente a sporgersi aldilà dell’orizzonte per porre le basi di un futuro più solidale e giusto. La vita è unica ed irripetibile: Non esistono idee per cui vale la pena morire, ma se è vero che sono poche le idee per cui vale la pena vivere, una di queste è certamente il rispetto delle idee e della vita altrui

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