Le muert de Boeri affucate a mare…

Tito-Boeri-busta-arancione.jpg_997313609In questi giorni mi è capitato d’incontrare alcuni imbufaliti portalettere che andavano sbraitando nei graziosi nuovi quadricicli elettrici in dotazione alle Poste Italiane per la consegna della corrispondenza.
Ma con chi ce l’avete? Ho chiesto ad uno di loro che mi pareva particolarmente incazzato. Dalla sua borsetta d’ordinanza spittirravano innumerevoli buste arancione da consegnare ad ignari destinatari. Parte una chiamata straordinaria di assunzioni per giovani portalettere? Ho chiesto sempre più incuriosito. Cu u cazze è stata la risposta inequivocabile dell’incolpevole ambasciatore.
Cu ste buste nanna dicere quanne putime fene da fatià. E o dicene a nuie ka ancora amma accumenzà a fatià, a chidde povere figghie ka a fatie no l’hann ancore canesciute…
Traduco per i lettori in difficoltà con l’idioma: Il mittente è l’INPS che con una “busta arancione” si propone d’aiutare i disoccupati a capire tra quanti anni potranno lasciare il lavoro e soprattutto su quanto potranno contare come assegno mensile. Un metodo sperimentato nei paesi che vantano la piena o quasi occupazione come la Svezia. Ma è singolare che si faccia in Italia dove il lavoro rappresenta per ogni famiglia la preoccupazione quotidiana.
Ma torniamo al portalettere che cogliendo il mio disorientamento m’incalza: Dottò chiste sò “terroriste previdenziale”. Cri mi na le ka menene a petre e sconnene a mane. Nossule no so kapace d’acchiarne a fatie. Ne stonne avvisene, a nuie ka puzzame da fame, ka no putime fa viecchie e ka ama murì apprime, accussì diminuisce a disoccupazione di chidde ca no fatiene e sparagnane pure a pensione de le genitore ka l’hanna mantene a ste povere uagnune.
Indubbiamente il portalettere mi ha fornito una interpretazione molto convincente della crisi e di come il Governo intende risolverla. Non potevo far altro che unirmi all’invocazione dei congiunti defunti del Presidente dell’INPS, dispersi in mare…

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