E’ NATO UN NUOVO TRIO POLITICO/CANORO: “ILVOLO” TARANTINO!

Siamo ormai a pochi giorni dal ballottaggio, finiti i fuochi d’artificio della campagna elettorale, sembrava che tutto si dovesse chetare per un po’ e invece la città è nuovamente in fermento e c’è una corsa ad accaparrarsi i seggi per non perdere l’occasione di votare. Le ultime notizie, sconvolgenti per i più, parlano di avvicinamenti, incontri febbrili, apparentamenti, ritorni in area PD da parte dei trom… non eletti, fulminati sulla via per san Giorgio, dalle fortissime motivazioni politiche dell’astro nascente: Placido Meluccio. In questa occasione, per tener fede al detto “la politica è l’arte del compromesso”, si verificano salti da un gruppo all’altro, i renziani acquisiscono l’accento bolognese e diventano emiliani, i nemici diventano amici e i trombati annaspano per un posto nella penombra, quelli al sole sono già tutti occupati. Nei cittadini si alternano stati d’animo che vanno dal divertimento al disgusto, dalla preoccupazione al disprezzo e in effetti dovremmo essere abituati a questi giochi erotico/politici e invece, ogni volta, ne rimaniamo sbalorditi.

E’ di questi giorni la notizia che molti ex candidati, forzati dalla musica (trombati), abbiano dato il loro appoggio ad un grosso manager nostrano che, come uscito dal cilindro di Silvan, è risultato preferito da una parte di elettorato: Placido Meluccio. Con l’occasione, è nato un trio musicale sulla falsa riga de i “il Volo”, è la frangia metambientalista, metapolitica, meta tutto, espressione di qualcosa che s’avvicina alla sinistra, composta da Sebastio, Brandimarte e Bitetti che, dopo avere raccattato voti con i programmi più fantasiosi e prolissi possibili, per il bene di Taranto, se ne torna nel grembo di mamma PD. Per dovere di cronaca, dobbiamo riportare l’esortazione avvenuta pochi giorni fa e proprio su questa pagine della Malalingua, di un noto ex sindaco che si era espresso in favore di una unità tra i fratelli della sini-stretta tarantina. A quanto pare, tale esortazione è stata raccolta e il buon, vecchio, Sebastio, convinto da qualcuno sulle forti argomentazioni politiche del prescelto e sul suo visibile spessore, ha fatto outing ed ha dato il suo appoggio, però fuoritempo massimo per la presentazione e quindi impossibilitato ad avere ricompense. Voglio credere che le prebende non gli interessino granché, un ex generale non può fare il maresciallo, mi sembra logico. Dopo questa fatica non si può che augurargli una serena, felice, pensione e tanta spensieratezza al mare con i nipotini.

Ma le notizie non si fermano qui, anche il prode Brandimarte (che sembrava il più genuino nella compagine degli aspiranti) è sceso dal cavallo ed ha dichiarato il suo appoggio al Placido, dopo che aveva tuonato contro la mala politica ed averne preso le distanze, lui continuerà ad interessarsi di Taranto, non sappiamo se questa sia stata una dichiarazione di circostanza, avremo certamente modo di valutarla in futuro. Ha raccolto un modesto suffragio, neanche lui ha convinto più di tanto perché è sembrato troppo pacato, troppo gentleman, troppo serio e a noi piacciono i toni forti, meglio se conditi da indiscrezioni e avvisi di garanzia: non ce la poteva fare. I radical chic e buona parte del corpo forense tarantini, da strateghi consumati, gli hanno steso un red carpet di velluto rigorosamente rosso, plaudendo alla sua discesa in campo per poi snobbarlo ignobilmente, in fondo sono avvocati, non ci si poteva aspettare di più. Il Brandy, coerenza per coerenza, ha fatto questa bella scelta che lo pone d’ufficio tra i politici tarantini. Anche a lui auguriamo tanta felicità ed una luminosa, tranquilla, coerente pensione.

Ma il primo che s’è cosparso il cranio (implume) di cenere, il cavallo di razza, quello che ha battuto tutti sul tempo, è stato Bitetti e il suo ritorno al PD che ha fatto notizia. Dopo i litigi, anche cruenti, avuti prima che se ne allontanasse, la giovane promessa, nonostante la enorme disponibilità data al partito, era stata offesa e demotivata dai capi, quindi sull’onda di “…sparagli Piero, sparagli adesso” di De Andrè, aveva deciso di mettersi in proprio, di tentare l’avventura sbattendo virilmente la porta e come non valorizzare un gesto così clamoroso? Come non apprezzare una decisa presa di distanza da un partito più che decotto e ingeneroso che tanti danni ha provocato alla città? Purtroppo, non per colpa degli elettori che sono intelligenti, belli e votano con coscienza, non è riuscito a convincere più di tanto, ha tentato una dimostrazione di forza e s’è fatto contare: grave errore! Ma poteva una persona di siffatto spessore politico ed a questa tenera età, abbandonare la pugna, anche se piccola? Poteva un errore, pregiudicare la sua ascesa nell’universo della politica domestica e, perché no, regionale e nazionale? Certamente no e allora, consigliato a dovere dai suoi opinion makers, per il bene ed il futuro dei cittadini tarantini e per cancellare la scomunica di Pelillo VII, è andato a Canosa di Puglia ad inginocchiarsi per tre notti e tre giorni davanti al municipio (tant’è che le persone che passavano gli lasciavano delle monetine ritenendolo, a torto, un barbone) e fortuna che non nevicava come successe al suo predecessore Enrico IV: il consiglio comunale val bene una messa (in ginocchio), avrà pensato. Il suo ritorno, il suo maturo atto di umiltà, è stato accolto con molta ammirazione dalla cittadinanza tutta e dai colleghi di partito che erano stati colti da smarrimento dopo la sua fuoriuscita. Un siffatto patrimonio di esperienza amministrativa abbinato ad una innata propensione al fare politica, non poteva andare disperso, ne avrebbe patito la comunità tutta, oggi possiamo dire di essere stati fortunati per lo scampato pericolo. Adesso che (forse) la pace è tornata nella grande famiglia PD, il nostro Piero può tornare a aspirare e sperare in un futuro dall’accento barese e poi chissà!

Prima di andare in stampa, per dovere di cronaca e di Malalingua, ricevo e riporto i mugugni di alcuni commentatori politici del mio condominio i quali, alla luce delle deludenti prospettive che si paravano al PD prima delle elezioni, ipotizzano tutta una manfrina studiata a tavolino per raccattare voti per poi portarli in dote al partito, ma siamo nella fantapolitica… lasciamo perdere. Qualunquemente saranno i risultati del ballottaggio, Taranto avrà …vinto!!??

Taranto, 20 giugno 2017

Homer

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Pietro Caroli | 20, giugno, 2017